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Lancellotto,
eroe di professione, giovane avventuriero portatore di
carismatico entusiasmo e desideroso di cambiare il mondo,
durante uno dei suoi viaggi, stanco dal lungo camminare
cerca riparo all’interno di una casetta accogliente e
ordinata, alla periferia di un villaggio decisamente
atipico. La casa è vuota, c’è solo un gatto parlante che
riconoscendo in Lancellotto un cavaliere con l’armatura
scintillante racconta senza mezzi termini quel che succede
nel paese: da oltre 400 anni la popolazione è sotto la
tirannia di un Drago, che ha imposto alla città ogni anno un
tributo economico e di sangue, e la giovane Elsa, che vive
in quella casa col padre Charlemagne, è la prossima
fanciulla destinata alle bramosie del “vecchio lucertolone”.
Lancellotto entusiasta all’idea di mettersi alla prova in
un’impresa così grande decide di sfidare l’antico tiranno.
Quando lo sguardo di Lancellotto incrocia quello di Elsa per
la prima volta non sarà solo l’eroe che è in lui a
scalpitare per la battaglia ma anche l’anima di un giovane
innamorato. Tuttavia la contesa che Lancellotto dovrà
affrontare sarà ben più ardua del previsto perché le
coscienze dei cittadini, e della stessa Elsa sono totalmente
sopite, le loro anime prive di desideri, frutti maturi del
lavoro meticoloso e consapevole di un potere dispotico che
ha distorto, corroso e avvelenato in loro ogni barlume di
umanità. La stessa vista del Drago genera in Lancellotto un
senso di profondo smarrimento, quando si accorge che la
creatura si mostra amabile, cordiale e perfettamente
inserita nel tessuto sociale. La corruzione massima, il
prodotto più incredibile di questa società viene incarnato
proprio nelle figure istituzionali che la coordinano: il
Borgomastro e suo figlio Heinrich, che tenderanno i tranelli
più meschini e insidiosi al giovane eroe, che per vincere
dovrà riuscire ad uccidere il drago nascosto in ognuno dei
cittadini.
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